BIOGRAFIA
Teo Bragagna è nato nel 1951, romagnolo d'origine, vive attualmente sulle colline marchigiane. Ha frequentato corsi di pittura all'Accademia di Urbino, ma è stata determinante, per la sua formazione, l'amicizia con la pittrice di scuola bolognese Norma Mascellani, tutt'ora vivente, allieva di Morandi e Romagnoli.
Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all'estero. E' stato selezionato dalla giuria del premio Carlo Dalla Zorza, patrocinato dal comune e dai musei comunali di Milano, ad esporre le proprie opere nella Galleria Ponte Rosso in via Brera a Milano.
Bragagna, oltre che pittore, è anche un poeta. Le sue prime composizioni in versi risalgono agli anni 70'. Ha pubblicato alcuni libri di poesia, di cui l'ultimo,"Stelle indocili"
con la prefazione di Maurizio Cucchi.


 



CRITICA

Un gusto forte della natura, una sensibilità plastica delle cose, un segno deciso, incisivo.Così la pittura di Teo Bragagna, un linguaggio espressionistico folto di alliterazioni e cacofonie, colori modulati fra loro con accostamenti duri e laceranti di spatolate ad olio ampie e sinuose, dense come lave fantastiche, di grumi e rilievi e crepe, cosicché noi ascoltiamo, guardiamo tutto un crepitio tellurico e primordiale di eventi che fuoriescono dal bordo dell'accademia, sia pure di avanguardia, per diventare un discorso di stile in do maggiore. Il suo pennello sa stendersi e placarsi in verdi e opachi andanti, sa placarsi e raccogliersi in composizioni ove tra cielo e terra non vi è conflitto ma rispondenze serali, pause attese.

Ivo Gigli



GARDENING
L'altro giorno ho ricevuto un'immagine dai giardini di Villa Hanbury, che amo moltissimo. Niente poteva unirla ai dipinti di Teo Bragagna. Eppure al di là degli impasti erbacei, di lontane radici Monet-Morlotti-Pollock, le immagini di Bragagna sfolgoravano in una fioritura notturna della terra, nello stesso modo. Sotto scaturiva, brulicava, prorompeva la potenza della natura in fiore. Al di sopra dei cieli veri, colorati con le violente accensioni dell'anima scandivano la comparsa di vegetazioni alte e composte. Ma oltre a quegli strati, quelle fascie, quei cieli e quei fondali, come sotto paratie lussureggianti, si nascondeva una volontà, non so quanto conscia, non so quanto notturna, di trattare la terra, la madre materia. per fare, come diceva Jackson Pollock, "gardening".Quì, il colore che "informa" segue le leggi di una euritmia, di una armonia, che conduce a quel "fare giardino" nel senso che intendeva Pollock:non solo quello più immediato, quasi palpabile, per esempio, dei "Fondali marini", che sembrano mazzi di fiori e petali carnosi, ma nel senso più sottile rivelato dalle tele che alludono a rocce, paesaggi, notturni.Una misteriosa profonda attrazione per la bellezza formalmente fiorente dei colori, fa sbocciare da chissà quale rèverie, da chissà quale penombra sotterranea, la fioritura di una malinconia dolce e segreta.

Rosita Copioli



4 ottobre 2002

Teo Bragagna, già vincitore due volte nella nostra scuola di poesia, è un poeta (e anche pittore) discreto e appartato quanto di vocazione sicura. Cinquantenne romagnolo, ha pubblicato anni fa un bel libro di versi, Amori variabili, è da ora una più decisa e consistente prova del suo valore con Stelle indocili (Lietocollelibri, p.68), che si fa subito apprezzare per la delicatezza e la grazia. Maestro dichiarato di Bragagna è il grande Sandro Penna (e infatti il libro si apre con due versi dello stesso Penna posti in epigrafe: Le nere scale della mia taverna / tu discendi tutto intriso di vento), ma in fondo si possono riconoscere somiglianze con altri poeti dotati di sensibilità, eleganza, capacità di cogliere con leggerezza il reale nei rapidi barlumi in cui a volte si manifesta: da Luciano Erba a Vivian Lamarque. Bragagna ha un dire sobrio e chiaro, tematiche sempre legate alla concreta presenza di cose e personaggi, e tra questi ultimi troviamo per esempio quei morbidissimi esseri enigmatici e tanto belli che sono i gatti, da sempre amati dai poeti. La cifra di Bragagna è una cifra lirica che molto spesso si ritaglia nel racconto, o in frammento di racconto, e che perciò vive in situazione, nel dolore o nella meraviglia che eventi anche minimi, o parvenze fuggitive, di passaggio, riescono a suggerire. Ecco la breve poesie dalla quale è tratto il titolo del libro:

Come notti insonni
Vanno gli amori
Sotto stelle indocili
Come sere d'estate
Alla stazione
Prima del temporale.

Libro della settimana a cura di Maurizio Cucchi


Per contattare Teo Bragagna : teo-bragagna@libero.it
via Borgo San Michele,80
61010 Tavullia (Pesaro)
cel. 349 -1711565